Università: a rischio i fondi per il funzionamento dell'ateneo
Lo stallo causato dal blocco delle elezioni mette a rischio la didattica, la ricerca e il futuro degli studenti della maggiore azienda della nostra Regione. Il commissariamento non giova a nessuno. La politica eviti strumentalizzazioni per scopi elettorali
L'Università di Perugia ha bisogno di un nuovo slancio e per
questo non può rischiare di perdere una parte consistente dei 18 milioni
di euro della quota premiale del fondo ordinario. Occorre che tutti
facciano un passo indietro e si esca dalla situazione sulla quale
l'Ateneo si è impantanato.
La quota premiale del fondo di finanziamento ordinario è assolutamente necessaria al funzionamento delle strutture
soprattutto in un periodo di scarsità globale di risorse alternative. Da
quella cifra dipende, per esempio, una parte dei 2500 stipendi erogati
dall’ateneo e ci preoccupa vedere come logiche che nulla hanno a che
fare con quelle accademiche possano mettere a rischio, vanificandola, la
virtuosità della didattica e della ricerca che deve essere considerata
un patrimonio prezioso per la nostra regione e per la città di Perugia.
Un momento di profondi cambiamenti come quello che il sistema
universitario nazionale sta attraversando andrebbe sfruttato per
catalizzare nuovi stimoli e nuovi entusiasmi, soprattutto nel
reclutamento di nuove forze e nuove potenzialità. La perdita della quota
premiale va in tutt'altra direzione rischiando di mettere in ginocchio
anche il funzionamento minimo ed il lavoro ordinario svolto dalle
facoltà.
È auspicabile una presa di posizione
cosciente di tutte le parti coinvolte affinché superino attraverso il
buonsenso e la dialettica politica lo stallo dei ricorsi fugando
immediatamente lo spettro e l'onta di un commissariamento, che non
gioverebbe a nessuno. Ci risulta che delle proposte siano già sul
tavolo, ora ci aspettiamo un atto di responsabilità, da parte di tutti,
affinché queste idee diventino azione concreta sbloccando la statica
palude in cui sembrano affossarsi le sorti della più grande azienda
regionale. Infine responsabilità si chiede anche ad una parte del mondo
politico affinché eviti di utilizzare la situazione per scopi elettorali
che esulano dagli interessi accademici, da quelli della ricerca e dalle
prospettive di futuro di migliaia di studenti.
Oliviero Dottorini
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