Quando mia moglie Patrizia ha terminato la lettura di Respingimenti, il libricino di Walter Cremonte, ha detto una semplice frase: È commovente!
È proprio così. Walter raccontandoci le immagini che vediamo tutti i giorni ci commuove. Mette in campo il sentimento suo, il nostro e quello dei migranti in uno straordinario processo di empatia a tre.
Ci riesce perché non usa parole “politicamente corrette” o rassicuranti, ma da voce allo sgomento che prova nel vedere quello che anche noi vediamo e proviamo.
Ma Walter Cremonte fa anche un’altra cosa: sposta gli avvenimenti dalla storia e li porta nel tempo. Li distacca prima di farli arrivare a noi, dalla quotidianità del fatto narrato per trasferirli altrove.
E così ci conduce verso l’inspiegabile, ci fa partecipe della vita degli altri con l’animo, la ragione, lo sguardo, le parole, i gesti, l’ascolto, l’immaginazione.
E così le poesie che leggiamo - molto belle – raccontano i sentimenti, le angosce, le paure che si sono provate, si provano e si proveranno nell’assistere al dramma di quelli che hanno attraversato, attraversano ed attraverseranno in fuga confini. Raccontano l’inferno della loro fuga.